un Modello Sociale dell’Informazione ai tempi dei BitCoin #RosaDigitale @DigitaleRosa

Domani, in occasione di uno dei tantissimi appuntamenti di #RosaDigitale, riprendendo gli argomenti di #digit14, cercherò di fare uscire dalle nicchie gli argomenti che stanno alla base del mio lavoro di ricerca,

Quello a Prato, nell’Ottobre del 2014, fu un pomeriggio molto interessante perché gli amici di LSDI combinarono #1news2cents con gli argomenti che Gabriele De Palma aveva spiegato nel suo “Affare Bitcoin. Pagare col p2p e senza barriere centrali”.

Queste sono le slide che ho preparato, che mi auguro potranno interessare i presenti.

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la filter bubble delle notizie tribali

La convinzione di fondo è questa: la tecnologia non ci rende stupidi. Erode distanze mentali, potenzia le occasioni di conoscenza e aumenta la portata delle informazioni (giuste o sbagliate) all’interno di reti di relazione. E proprio in questo senso ha a che fare con la verità. Nel bene e nel male. E lo scopo di una rivista di cultura oggi è proprio quello di inserirsi nello sciame eccitato per interrompere il flusso e il reflusso, strutturando un discorso discreto, dialogico, chiaro, capace di bucare la filter bubble delle notizie tribali.

Così conclude un intervento su Nòva24, “Corsi e ricorsi di post-verità”, Antonio Spadaro, Direttore de La Civiltà Cattolica.

Il Mondo Cattolico, l’Ecosistema Informativo e la Filter Bubble: ambiti che ritrovo legati dopo la positiva esperienza di #digit15. Allora, insieme con la Professoressa Rita Marchetti e gli argomenti del suo interessantissimo lavoro, “La Chiesta e Internet”, avevamo trattato il tema della Filter Bubble e fatto qualche considerazione per neutralizzare i suoi effetti distorcenti i percorsi congnitivi. Di quella giornata mi piace riprendere una raccomandazione, evidentemente attualissima: il Giornalista deve diventare un Sacerdote della Notizia.