la filter bubble delle notizie tribali

La convinzione di fondo è questa: la tecnologia non ci rende stupidi. Erode distanze mentali, potenzia le occasioni di conoscenza e aumenta la portata delle informazioni (giuste o sbagliate) all’interno di reti di relazione. E proprio in questo senso ha a che fare con la verità. Nel bene e nel male. E lo scopo di una rivista di cultura oggi è proprio quello di inserirsi nello sciame eccitato per interrompere il flusso e il reflusso, strutturando un discorso discreto, dialogico, chiaro, capace di bucare la filter bubble delle notizie tribali.

Così conclude un intervento su Nòva24, “Corsi e ricorsi di post-verità”, Antonio Spadaro, Direttore de La Civiltà Cattolica.

Il Mondo Cattolico, l’Ecosistema Informativo e la Filter Bubble: ambiti che ritrovo legati dopo la positiva esperienza di #digit15. Allora, insieme con la Professoressa Rita Marchetti e gli argomenti del suo interessantissimo lavoro, “La Chiesta e Internet”, avevamo trattato il tema della Filter Bubble e fatto qualche considerazione per neutralizzare i suoi effetti distorcenti i percorsi congnitivi. Di quella giornata mi piace riprendere una raccomandazione, evidentemente attualissima: il Giornalista deve diventare un Sacerdote della Notizia.

Annunci

#FilterBubble (e altro) a #digit15

La salvaguardia del Bene Comune passa attraverso un lavoro Giornalistico, riconosciuto ed equamente retribuito, che accompagni il lettore fuori dal percorso al quale ci costringono gli Algoritmi che agiscono dietro i siti che quotidianamente frequentiamo.

Questo il messaggio dell’intervento che sto preparando per #digit15, la due giorni sul Giornalismo Digitale, organizzata da LSDI – con cui collaboro da qualche tempo, che si terrà a Prato il 2 e 3 Ottobre (qui l’intero programma). L’argomento centrale sarà la Filter Bubble.

Qui di seguito pubblico le slide che ho studiato per l’appuntamento di Venerdì 3 Ottobre (ore 15.30, Sala Convegni) e che ho intenzione di seguire come linea guida. Le pubblico ora perché, in caso di segnalazioni e/o commenti, al fine di avere un dibattito il più possibile interessante e costruttivo (interverrà anche Rita Marchetti, autrice di “La Chiesa e Internet”), poi possa eventualmente avere modo di aggiornarle.