il Nuovo Futuro si avvicina

Tra i prerequisiti per il soddisfacimento dei bisogni primari, tra gli strumenti necessari a scalare la Piramide che vede al vertice l’autorealizzazione, il benessere, Maslow mise il desiderio di conoscere e di capire. È stato Rodotà (almeno tra gli autori studiati nell’ambito del mio lavoro), nella sua opera “Il Diritto di avere Diritti”, a intendere quello della Conoscenza non più “alla Maslow” (cioè come un desiderio) ma come un vero e proprio bisogno.

La strada verso la conoscenza – sostiene Floridi ne “La rivoluzione dell’informazione” – si apre soltanto quando l’informazione è semantica fattuale;informazione semantica fattuale che poi Floridi spiega definendo un nesso forte fra l’informazione semantica fattuale e la conoscenza. La conoscenza incapsula la verità, perché incapsula l’informazione semantica, che a sua volta incapsula la verità, come se fossero tre bambole di una matrioska. Conoscenza e informazione sono dunque membri della stessa famiglia concettuale.

Bisognerebbe intendersi su cosa vuol dire informare, sosteneva Norberto Bobbio. Di per sé questo verbo non esprime un’azione positiva in assoluto che giustifichi ogni cosa (…) Ci sono notizie da dare e notizie da non dare (…) Allora diciamo che è un diritto dovere del giornalista dare tutte le informazioni che contribuiscono ad accrescere la conoscenza della realtà sociale, politica e culturale da parte del pubblico.

Mettendo insieme la dichiarazione di Norberto Bobbio e la teoria di Luciano Floridi si ottiene una prima, embrionale definizione di Informazione di qualità: l’Informazione può dirsi di qualità quando è semantica fattuale e riguarda questioni sociali, politiche e culturali. L’informazione di qualità, quindi, è quella funzionale al raggiungimento del benessere.
[#1news2cents, Capitolo 1]

[Visto che i modelli di business per l’editoria non funzionano] perché non si prova a guardare le cose da una nuova prospettiva? Un punto di vista diverso è sicuramente quello in cui, superando l’intento propagandistico del trito e ritrito “people first”, viene messo davvero al centro dell’analisi il lettore-cittadino e il giornalista – cittadino anche lui! – riconoscendo, se non addirittura imponendo, a quest’ultimo un ruolo di guida alla conoscenza per una cittadinanza responsabile, fatta di scelte consapevoli, nei campi decisivi per il benessere di ciascun individuo nella società e per la società.
[Nuovi modelli di business: ricompensare l’interesse del lettore. Su Nòva24 del 23 Novembre, 2014]

Questo è 1news2cents, che – non senza presunzione – ho definito come “Nuovo futuro del Giornalismo e dell’Editoria”. Gli argomenti di Jeff Jarvis (mi) dicono che questo futuro (almeno una parte di quello che ho immaginato io) è un po’ più vicino.

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