Ricette, Competitor, Soldi, Contenuti e Editori. e i Lettori?


Federico Ferrazza, vicedirettore di Wired, ha ragione ad essere Contro il dibattito (soprattutto online) sul giornalismo. Ha ragione quando dice che “si discute sempre delle stesse cose. Da tanti, troppi, anni. Senza andare avanti.”

Poi, però, secondo me, cade anch’egli nella trappola. Perché, come fanno praticamente tutte le voci che da anni dibattono sul giornalismo, finisce ancora per parlare di Ricette, di Competitor, di Soldi, della rilevanza dei Contenuti e per tirare dentro gli Editori (che, di fatto, nel dibattito entrano già in modo incisivo e diretto con le scelte che fanno).

Insomma, si, sono d’accordo con Federico Ferrazza: il dibattito ha stancato.

Sono convinto, però, che per [intra]vedere un nuovo futuro del Giornalismo e dell’Editoria, occorre porre al centro il lettore, rivalutare il ruolo sociale del giornalismo e, nelle discussioni – come qualche tempo fa invocava Mario Tedeschini Lalli – dare spazi anche ai non addetti ai lavori e a nuovi argomenti. C’è chi lo ha già fatto.

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Facebook piattaforma di pubblicazione? Troppo bello per essere vero.

Facebook

Il 17 febbraio scorso, in occasione di una conferenza, Chris Coax, dirigente della divisione sviluppo di Facebook ha ufficialmente annunciato che effettivamente è allo studio una soluzione per ospitare i contenuti editoriali direttamente sulla propria piattaforma e per questo ha avviato già da tempo una serie di contatti e discussioni con gli editori.

Questa la segnalazione di Antonio Rossano nel suo interessante spazio di riflessione, Culture Digitali, ormai, insieme con DataMediaHub, habitué nel gruppo Facebook #1news2cents(*) con spunti sempre stimolanti per ragionare sul panorama dell’Editoria e del Giornalismo.

La “metafora canina” richiamata nel pezzo è perfetta e descrive le dinamiche di una rete diversa da quella che tutti immaginiamo: neutrale nelle infrastrutture e negli algoritmi. Ma l’idea è davvero affascinante:

[…] l’idea potrebbe materializzarsi in una sorta di CMS nativo, un WordPress di Facebook che consentirebbe una grande velocità di accesso alle pagine, un miglior design integrato nella piattaforma e, quindi, il raggiungimento di un audience più ampia.

Il ragionamento che mi ha portato ad assegnare un valore monetario all’“Unità Informativa” parte (anche) dall’assumere l’esistenza di una piattaforma sociale in cui tutti i cittadini conversano sugli articoli prodotti da tutte le testate giornalistiche. La piattaforma sociale ideale è quella in cui gli algoritmi e i filtri trattano tutti (Editori, Giornalisti, Lettori; in una parola i Cittadini) allo stesso modo: ogni contenuto può arrivare senza nessuna profilazione o personalizzazione a tutti i lettori.

Se Facebook fosse davvero neutrale – e, prima ancora, se tutti i Cittadini avessero le stesse condizioni di accesso all’infrastruttura – l’idea sarebbe tanto semplice quanto geniale.
Si, lo so, troppi se.

(*)Non pratico l’aggiunta coatta. Se siete interessati, quindi, fatemene richiesta e sarà un piacere accogliervi nel gruppo e avere più persone a ragionare sul “Nuovo Futuro del Giornalismo”.