#1news2cents! questo è il prezzo che noi, come lettori, dovremmo pagare!

Q Code Mag, mensile di esteri, geopolitica, diritti e cultura

Siamo convinti che l’informazione sulla rete possa essere gratuita, così come siamo altrettanto convinti che un prodotto editoriale, studiato con cura, che richiede lavoro e professionalità, debba essere pagato.

Così il team di Q Code Mag, mensile di informazione di esteri, geopolitica, diritti e cultura, riflette su ValigiaBlu.

Qual è il prezzo che ognuno di noi, come lettore, è disposto a pagare? Questa è la domanda che ci si pone su ValigiaBlu. Una domanda che presuppone una predisposizione al pagamento dei contenuti online che, in effetti, c’è; almeno stando ad una ricerca diffusa ad inizio anno. Il problema è, però, quanto pagare? Che prezzo? Quanti soldi?

La mia ricerca, sintetizzata nell’eBook #1news2cents la Qualità Costa. un Modello Sociale per l’Editoria (Online), cerca di rispondere a quest’ultimo quesito: il prezzo da pagare per l’informazione di Qualità Online è (secondo i passaggi di una teoria basata su conclusioni di carattere anche sociologico) due centesimi di euro per ciascun singolo contenuto. Ci sarebbe da fare un distinguo tra gli articoli classici, le news di cui parlo nel libro, e i pezzi di long form journalism che – evidentemente – meritano un trattamento diverso.

I risultati del mio studio, in ogni caso, sono a disposizione di Q Code Mag e di tutte le altre testate online che vogliano implementare un modello che, ne sono convinto, è anche un percorso di consapevolezza; tanto del valore dell’informazione di qualità quanto del processo di significazione derivante dalla sua condivisione sulle piattaforme sociali online.

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Non Profit: un primo passo (anche) per Liberare l’Informazione

LSDI approfondisce il tema del Modello Non Profit segnalando e riportando i brani salienti di un articolo pubblicato su Non Profit Quarterly: le testate giornalistiche americane mostrano una crescente tendenza verso l’ informazione non profit, nel tentativo – in particolare per i quotidiani metropolitani – di sopravvivere ai cambiamenti tecnologici e commerciali che le hanno quasi distrutte nel corso dell’ ultimo decennio.

Muhammad Yunus

Il Modello che ho sintetizzato nel mio lavoro, in effetti, va in quella direzione e – se possibile – anche oltre: “Il finanziamento pubblico  – così dal Capitolo 7, Modello di Business delle Imprese Editoriali – dovrebbe spettare per legge soltanto alle Imprese che abbiano finalità sociali e che, inoltre, mettano da parte la logica del profitto (pericolosa quando gli interessi dei proprietari pesano sulle scelte delle Informazioni da dare e, soprattutto, da non dare) reinvestendo il proprio surplus esclusivamente nel miglioramento del proprio servizio.

Muhammad Yunus – ancora dal Capitolo 7 – ha prima teorizzato e poi messo in pratica il modello d’Impresa con Finalità Sociali, l’unico – a detta del Premio Nobel bengalese – in grado di funzionare per risolvere i problemi sociali. Le Imprese con Finalità Sociali – dice infatti Yunus in due suoi libri (Un Mondo senza Povertà e Si può fare) – riescono a responsabilizzare chi le gestisce e sono lontane dal pericolo cui sono invece esposte le fondazioni (poiché dipendono dalle donazioni, soffrono di scarsità di iniziativa e portano via molto tempo nella raccolta dei fondi) e le cooperative (perché in esse viene perseguito il profitto dei suoi soci). Inoltre, non facendo carità (dato che i costi necessari per far partire l’impresa è mandatorio che rientrino), sono delle Imprese che hanno (o, almeno, provano ad avere) una visione di più lungo respiro rispetto a quelle che vivono di elemosina.”

Le Imprese alla Yunus, quindi, sono più che Non Profit. Il Non Profit, però, rappresenta senza dubbio un primo passo verso un’Informazione più libera oltre che un Modello alternativo per sostenere (anche economicamente) un’Impresa troppo importante per la Società.

@etalia_net (finalmente) in Arrivo! Come sarà?

Etalia

Pare sia arrivato il momento di Etalia, una piattaforma che potrebbe cambiare l’ecosistema informativo digitale.

Etalia non è una novità: chi ha a cuore il futuro del Giornalismo e dell’Editoria questa piattaforma già la conosce. Lo scorso anno, ad esempio, Etalia fu protagonista in più di un panel nell’ambito del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia (Etalia era tra gli sponsor, c’è da dirlo!) con una idea di sicuro impatto: i ricavi vengono condivisi e spettano non soltanto agli autori, ma anche ai lettori.

Un’idea che è tra i cardini del Modello che presento in #1news2cents.

La curiosità è molto forte. Bisognarà aspettare Ottobre per capire, ad esempio, se:

  1. basterà la pubblicità per tenere in piedi la Piattaforma?
  2. è pericoloso remunerare il lettore? non c’è il rischio che il meccanismo risulti falsato?

E’ difficilissimo e azzardato fare delle considerazioni senza “averci messo le mani”. Ma, parlando in totale libertà:

  • credo che basare il modello sulla pubblicità sia un rischio, non soltanto dal punto di vista della sostenibilità economica dell’Impresa: dietro l’angolo c’è il pericolo di distorcere l’informazione;
  • mi piacerebbe molto di più vedere la ricompensa di condivisione riconosciuta al lettore, come vincolata: spendo i crediti guadagnati sulla piattaforma solo ed esclusivamente sulla piattaforma, per acquistare altra informazione, altrimenti ad una Impresa editoriale se ne aggiunge un’altra. E non sempre questa è una cosa bella!

Il Modello che propongo in #1news2cents, assegna alla Pubblicità un ruolo marginale e prevede che i crediti di condivisione siano spesi in nuova informazione. Quello di Etalia sembra essere diverso ma è importante cominciare una sperimentazione. Quindi…

in bocca al lupo a Etalia!

si sente un grido Della Valle: attenti (a) Elkann!

Sulla vicenda RCS leggo un’ANSA che è tutto un programma:

  1. Consob convoca Diego Della Valle per Rcs
  2. La Consob chiede chiarimenti alla Fiat
  3. Antitrust, aperto dossier su aumento quota Fiat
  4. Marchionne, per noi importante, valore da proteggere

A me fa preoccupare Marchionne che dice che RCS è strategico per la FIAT (e meno male che la Consob vuole vederci chiaro); e mi preoccupa pure l’appello di Della Valle a Napolitano: cosa c’è dietro?

Della Valle e Elkann

Il fatto è che si sta riducendo ad una pura questione di Mercato e Azioni un bene che strategico può essere solo se in gioco ci sono valori comuni e progetti di crescita di una Nazione. Un Modello per l’Editoria deve passare attraverso questa via; una via alternativa a quelle che vedono prosperare soltanto una delle parti in causa (al massimo due), ma mai la terza!

Tra i Due Litiganti il Terzo dovrebbe Godere

Chi sono i due litiganti? Facile: i Motori di Ricerca, con Google in testa, e gli Editori.

Chi il terzo? Lo Stato, cioè i Cittadini.

Tra Google e l'Editore litigano, il Cittadino deve avere la meglio!

Franco Abruzzo (via) riporta sul suo sito la posizione che il neo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Minisitri con delega all’Editoria, Giovanni Legnini, ha espresso a Big Tent, un convegno organizzato, manco a dirlo, da Google: “lo Stato deve essere arbitro, soggetto terzo che tende a comporre i reciproci interessi [tra i Motori di Ricerca e gli Editori], da cui dipende lo sviluppo della Rete e la possibilità di invertire la tendenza della crisi. Io credo che ci siano le condizioni per trattative fruttuose. Pertanto, prima che la problematica assuma contorni di un conflitto patologico, dobbiamo fare di tutto il possibile per trovare gli strumenti più efficaci per arrivare a una soluzione”.

Dal mio modesto punto di vista c’è un solo modo con cui lo Stato può agire il ruolo di arbitro: mettersi dalla parte dei Cittadini, non dalla parte dell’Impresa (i Motori e quelle Editoriali sono imprese). Attenzione: Cittadini non sono soltanto i Lettori ma anche i Giornalisti e ad essi lo Stato deve garantire un premio (il giusto compenso se parliamo dei giornalisti, una moneta che potremmo definire sociale per i lettori). Sono queste le basi del Modello Fotovoltaico, uno dei cardini della mia ricerca che parla di una nuova storia del futuro del Giornalismo e dell’Editoria.

Vi ricordo che su Facebook è attivo un Gruppo per poterne discutere insieme! E mi raccomando, su Twitter e Facebook, usate l’hashtag #1news2cents ;)

Buona Informazione a Tutti!

Enzo Biagi, il simbolo della Buona Informazione

E’ stata davvero una gran fatica ma alla fine ce l’ho fatta e sono arrivato ad un traguardo che spesso, nei miei quattro anni di ricerche, ho creduto di non poter raggiungere: #1news2cents la Qualità Costa. un Modello Sociale per l’Editoria Online, il mio primo libro (si, primo, perché mi piacerebbe tanto poter continuare la serie…)!

Il perché di questo spazio lo trovate anche qui: sento l’urgenza di fare uscire il Libro dal blog che che lo ha messo al mondo, il mio laboratorio, mdplab. Ho la necessità di dare una casa a chi si vorrà unire in una conversazione che ha bisogno del respiro di chi non conosco ancora (ah, a propisito, io sono Marco) e che voglio conoscere, di chi ha interesse a rendere l’Ecosistema Informativo uno spazio migliore per i Cittadini e non soltanto per gli Editori (una casa è aperta anche su Facebook; spulciando troverete l’indice e il primo Capitolo del Libro)

Sarà bello poter raccontare tutti insieme la nuova storia del futuro di un Giornalismo e di un’Impresa Editoriale che si mettono al servizio dei Cittadini e dello Stato, con un Modello non più soltanto di Business ma soprattutto Sociale.

Ogni spunto sarà buono per conversare e costruire piccoli pezzi di questo suggestivo futuro: la Bibliografia del Libro, qualche Aneddoto sulla genesi del Libro, gli Eventi (una presentazione, una recensione, etc.) e ogni altra riflessione su tutto ciò che verrà fuori (articoli, conferenze, altri libri) su un argomento così appassionante e importante.

Buona Conversazione, quindi e…Buona Informazione!

Mi raccomando, su Twitter e Facebook, usate l’hashtag #1news2cents 😉